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JazzIt – Il coraggio di innovare

Massimo Piantini on 17 maggio 2018 - 16:57 in Blog, Reviews, Reviews - Jazz

 

 

JazzIt – Il coraggio di innovare

 

JAZZIT, il successo di una rivista di Musica Jazz

(anche grazie al coraggio di realizzare la meravigliosa follia che è JAZZIT FEST).

 

Di Bruno Fazzini

 

 

 

Ho conosciuto per caso, al Parco della Musica di Roma, indirettamente tramite mia moglie, Luciano Vanni, Direttore ed Editore di questa poliedrica, oltre che interessante e ben fatta rivista Jazz. 

Nonostante l’incontro indiretto, con Luciano è stata “intesa a prima vista”.

Parlare con lui del master tenuto nella mia citta dal famoso batterista jazz Ettore Fioravanti (e ancora prima da Roberto Gatto), guardare le foto scattate in quell’occasione dove è mostrato mio figlio che suona la batteria vicino a Fioravanti, mi hanno dato subito la misura dell’umanità di cui è impregnata questa persona. Conoscevo da tempo questa rivista, ma l’incontro indiretto con Luciano mi ha dato lo stimolo a riprenderla in mano e a godere del piacere di sfogliarla.

 

JAZZIT è una rivista piuttosto originale. Ora cercherò di spiegare perché.

 

 

JAZZIT nasce una ventina di anni fa dalla mente rigogliosa di Luciano Vanni che fonda la Vanni Editore nel 1997.

 

 

 

La fattura tipografica è elegante ed è un piacere tenere in mano e sfogliare questa rivista. Ci sono poi i contenuti, sempre di alto livello, scritti con passione e intelligenza. In particolare sono le monografie sui grandi personaggi del jazz che catturano la mia attenzione e mi coinvolgono completamente.

Di seguito qualche esempio di monografie su Nina Simone, Wayne Shorter o Miles Davis.

 

 

 

 

Le belle immagini,

che spesso utilizzano l’affascinante bianco e nero, fanno il resto, concorrendo al suo successo. Molte sono, inoltre, le interviste a personaggi famosi e meno famosi del panorama Jazz sia italiano che internazionale. Utili le analisi dei Jazz Club italiani dove ascoltare jazz di qualità e, infine, ho trovato interessanti sia le Rubriche che le Recensioni di dischi.

Quello che fa piacere notare è che il Direttore concede spazio anche ad artisti emergenti, poco conosciuti ma dalle interessanti prospettive future.

Ma JAZZIT è anche una rivista on line per stare al passo con i tempi. Al costo di una pizza (15 euro) si può sottoscrivere un abbonamento annuale con la possibilità di sfogliare un PDF o leggerla tramite tablet.

 

 

 

Una delle cose, però, che più mi ha colpito di questa rivista, dopo aver apprezzato tutto quanto ho descritto in precedenza, è stato il suo Codice Etico che, di seguito, voglio riportare integralmente.

 

Il Codice Etico 

regolamenta la condotta morale della nostra attività secondo un nostro standard di comportamento: non ci avvaliamo dei contributi pubblici, rifiutiamo il pubbliredazionale, ovvero l’informazione a pagamento, garantiamo equità di comportamento editoriale nei confronti di produttori discografici, promoter, scuole di musica, agenzie di management, jazz club, studi di registrazione e musicisti senza lasciarci condizionare dalla loro celebrità e popolarità esprimiamo imparzialità di giudizio tra chi investe in pubblicità e chi no, promuoviamo la cultura jazzistica in Italia attraverso iniziative didattiche, workshop ed eventi rispettiamo e valorizziamo il lavoro dei nostri collaboratori.

Abbiamo una redazione giornalistica

composta da un ristretto gruppo di collaboratori (David Schroeder, Stuart Nicholson, Ashley Kahn, Sergio Pasquandrea, Eugenio Mirti, Roberto Paviglianiti, Roberto Spadoni e Antonino Di Vita) e tutti sono regolarmente pagati secondo specifici accordi tra le parti. Ogni singola fotografia pubblicata, quando non offerta da uffici stampa e non di dominio pubblico, è pagata secondo il nostro tariffario.

Il Bilancio Sociale 

è un fondo d’investimento che trasforma gli utili d’esercizio in risorse da destinare al sistema jazzistico nazionale. Jazzit sostiene il jazz italiano cofinanziando tramite crowdfunding CD, tour, jazz club e festival. Jazzit sostiene MIDJ (Associazione Musicisti Italiani di Jazz) con il 10% delle donazioni raccolte grazie al Jazzit Fest 2015. Jazzit sponsorizza la Nazionale Italiana Jazzisti.

 

 

Quanto dichiarato nel Codice Etico, trova conferma, ormai da diversi anni, in una iniziativa particolare, coraggiosa, un po’ folle ma straordinariamente positiva e, credo, unica nel panorama nazionale: il JAZZIT FEST.

 

Che cos’è il JAZZIT FEST?

Fondamentalmente una scommessa, ormai ampiamente vinta da Luciano Vanni, che cinque anni fa ha voluto realizzare quello che a me sembra un sogno: un tour jazz itinerante in alcuni borghi italiani, dove non solo si suona Jazz la sera (sarebbe troppo facile e alla portata di tanti), ma dove musicisti jazz italiani e internazionali vivono in maniera che io definirei….onirica!

 

In tre giorni,

perché questi eventi hanno sempre la durata di tre giorni, si ha una straordinaria “filiera di professionalità” che porta alla magia di far integrare i musicisti che vengono ospitati a provare i brani nelle abitazioni di privati cittadini. Qui arrivano anche i discografici con uno studio mobile e documentano le prove. Arriva poi una casa di produzione cinematografica che realizza un film e diversi video clip. Arrivano, infine, tanti fotografi da tutta Italia per creare un libro fotografico, mentre, in altre stanze, un gruppo di creativi lavora alla realizzazione delle copertine dei dischi.

 

 

Questi eventi musicali, che per la maggior parte si svolgono in piccole realtà locali e non in grandi centri urbani, sono realizzati senza alcun impatto ambientale, con una gestione innovativa basata sul crowdfunding, favorendo l’ospitalità, adottando una direzione artistica open source, con tutti i collaboratori che contribuiscono all’evento a titolo gratuito. Per queste caratteristiche il festival è stato segnalato come “good practice” europea e ha ottenuto il patrocinio onorario Unesco.

 

JAZZIT FEST nasce nel 2013

all’interno del borgo medioevale di Collescipoli, in provincia di Terni, in collaborazione con l’agenzia per il Turismo Culturale. Dopo tre anni di attività il JAZZIT FEST diventa itinerante  girando diversi paesini in Italia.

Collescipoli è un piccolo borgo di 300 anime che ha ospitato oltre 300 musicisti con un numero di presenze che ha sfiorato le 10.000 unità. In tre giorni ci sono stati oltre 60 concerti, 35 residenze creative, workshop, lectio magistralis, 230 volontari provenienti da tutta Italia, 150 addetti ai lavori nell’area expo. Il tutto ad ingresso libero a donazione spontanea. Insomma, si è assistito ad un “paese a Musica diffusa”.  

 

 

 

Nel 2016 il JAZZIT FEST

si è svolto a Cumiana (Torino). In quella occasione il Comune ha dichiarato nella presentazione dell’evento:

 

 

 

 

JAZZIT FEST é un festival musicale

che non si avvale di contributi pubblici e si fonda su principi di economia collaborativa. Musicisti, operatori del settore, scuole di musica e pubblico proveniente da tutta Italia e dall’estero saranno i protagonisti a Cumiana per tre giorni. 
Tutti gli artisti e i volontari sceglieranno di vivere un’esperienza di vita all’interno della comunità cumianese per favorire l’arricchimento che nasce dalle relazioni personali e professionali, dall’incontrarsi tutti insieme e dal rapporto con la comunità locale.
E non è un caso che il 40% delle risorse generate dal finanziamento collettivo del festival sarà destinato a finanziare strutture e attività in campo musicale per i cumianesi, in particolare per i giovani.

Gli artisti saranno ospitati gratuitamente dalla comunità di Cumiana,

così ciascuno avrà la possibilità di incontrare ed entrare in relazione diretta con chi della musica ha fatto una scelta di vita. In che modo?
• ospitando per il pernottamento uno o più artisti nella propria casa: non è necessario offrire una accoglienza “alberghiera”, è sufficiente una sistemazione semplice, accompagnata da accoglienza, curiosità e voglia di incontrarsi;
• ospitando una residenza creativa – il calendario del Jazzit Fest sarà fatto di concerti e di “residenze creative”: laboratori, attività ed eventi condotti dagli artisti (musicisti, fotografi, tecnici). Sono i luoghi della relazione tra comunità artistica, pubblico e comunità locale;
• partecipando come volontario in fase preparatoria o nei giorni del festival;

L’evento offrirà un ritorno economico importante per le attività cumianesi: servizi di ristoro, accoglienza, commercio, servizi e associazioni culturali, tutti saranno coinvolti. Cumiana potrà far conoscere le bellezze del proprio territorio e il proprio calore ad un grande pubblico.

 

In occasione di quell’evento

alcuni dei settemila abitanti hanno ospitato oltre trecento persone, tra musicistiintellettuali e tecnici che provenivano da tutto il mondo per partecipare alle “Residenze creative”. Si sono scambiati idee e contenuti, uno “strumento di ricchezza, generata dalle relazioni e dal confronto per coinvolgere, valorizzare ed accrescere la qualità generale della vita di un territorio”.

 

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 La sesta edizione del JAZZIT FEST

si terrà quest’anno a Montegrosso (Andria), e da alcuni è già definito come una “bomba culturale che esploderà in questo borgo pugliese e che metterà  in contatto una comunità locale con una comunità di artisti e creativi, che nell’arco di tre giorni verranno ospitati dai cittadini, pronti a trasformare le loro abitazioni in studi di registrazione, sale prove, set fotografici e cinematografici. Il Jazzit Fest è quindi un progetto di inclusione sociale attraverso la musica, l’arte e la creatività, molto utile per amplificare il potenziale, spesso inespresso, di una collettività territoriale”.

 

 

 

Il Jazzit Fest non fa ricorso a contributi pubblici

e si autofinanzia attraverso sponsorizzazioni private, bandi e grazie al Fondo di Sviluppo Culturale, una piattaforma di fundraising pubblico che sostiene iniziative di utilità sociale e ad alto valore etico e culturale. Ciascun versamento effettuato attraverso il Fondo di Sviluppo Culturale contribuisce al cofinanziamento dell’evento e, con il 20% dei ricavi ottenuti, alla produzione di un docufilm dedicato a un grande interprete della scena jazzistica nazionale.

 

 

JAZZIT è anche Hi Fi

Interessanti e piuttosto approfonditi , anche se non ai livelli di riviste di riproduzione audio, sono gli articoli che parlano di alta fedeltà domestica. In particolare ho apprezzato quello sul giradischi analogico e sulla stampa del vinile.  

 

 

 

 

 

 

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