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Parsifal – Richard Wagner

Barbara Pasqualini on 6 gennaio 2015 - 23:58 in Albums, Albums - Classic, Artists, Artists - Classic, Video - Classic

 

foto Parsifal  Music Art Review

Parsifal – Richard Wagner

L’album che desidero proporvi in questo nostro consueto appuntamento settimanale è il Parsifal.

Sarebbe lecito chiedersi a quale album mi riferisca, dal momento che ne esistono almeno due, a me noti, con questo nome.

by Barbara Pasqualini

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Parsifal – Richard Wagner

 

L’album che desidero proporvi in questo nostro consueto appuntamento settimanale è il Parsifal.

Sarebbe lecito chiedersi a quale album mi riferisca, dal momento che ne esistono almeno due, a me noti, con questo nome.

 

 

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Uno è il celebre dramma musicale, in tre atti, di Richard Wagner, composto tra il 1877 e il 1882 in lingua tedesca e messo in scena, per la prima volta, in teatro, il 26 luglio 1882 a Bayreuth. Una curiosità: la prima rappresentazione italiana avvenne presso il Teatro Comunale di Bologna, il 1 gennaio 1914.

Parsifal è, tuttavia, anche il sesto album e uno tra i più noti long playing dei Pooh, presente nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre, secondo Rolling Stone Italia, alla posizione numero 58. Il personaggio cui i Pooh s’ispirano è il wagneriano Cavaliere del santo Graal, che ha sacrificato la propria esistenza nel tentativo di redimere l’umanità. Tra le nove canzoni dell’album vi è anche colei che gli dà il nome, una suite in due movimenti, uno cantato ed uno esclusivamente strumentale, connotata da una rara magnificenza, grandiosa ed incantevole, in cui si risentono gli echi della maestosità e potenza propri del dramma di Wagner.

 

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La mia proposta odierna, lo avrete intuito, ricade sul primo album, di matrice wagneriana; v’invito a seguirmi attraverso un breve excursus nella vita di Wagner, eclettico, affascinante, amato e odiato, celeberrimo compositore, e nella sua opera, lasciando poi spazio ad alcuni video di “assaggio” dell’opera stessa che, più delle mie parole, sono certa, sapranno far vibrare le corde del vostro animo. Perché se ci abbandoniamo al puro piacere dell’ascolto, il forte, struggente, quasi violento coinvolgimento motivo è assicurato.

 

 

Wilhelm Richard Wagner (Lipsia, 22 maggio 1813 – Venezia, 13 febbraio 1883)

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Wagner

http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=159&biografia=Richard+Wagner

 

 

 

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Cenni biografici & cronologia delle opere maggiori

Richard Wagner, scrittore, pensatore e librettista – nonché impresario teatrale di se stesso – innovò profondamente la musica dell’Ottocento.

La sua azione innovatrice non si lega solamente all’arte dei suoni strettamente intesa, ma alla sua globale idea e concezione del teatro. La carriera di questo gigante della storia della musica iniziò in modo un pò travagliato, così come fu convulsa e avventurosa la sua vita. A tal proposito sono degne di nota le memorie autobiografiche “La mia vita”.

 

 

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Orfano di padre, Richard Wagner rimase solo con la madre che si risposò con l’attore Ludwig Geyer. Quest’ultimo, affezionatosi al bambino, lo portava sempre con sé in teatro: il contatto assiduo con il mondo del palcoscenico segnò profondamente il fanciullo.

 

 

 

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Dotato di un’intelligenza non comune, si diede a studi profondi nel campo della letteratura, del diritto e della musica. Le sue prime opere, quali il “Rienzi” (1842) e “Il Vascello Fantasma” (1843) risentono dell’influsso weberiano (Carl Maria Friedrich Ernst von Weber, Eutin, 18 novembre 1786 – Londra, 5 giugno 1826, fu un compositore, direttore d’orchestra e pianista tedesco. Le sue opere costituirono l’ispirazione per i lavori giovanili di Richard Wagner, il quale infatti fu sempre un grande estimatore di Weber, di cui promosse la traslazione delle ceneri da Londra a Dresda, nel 1844: per approfondimenti visitare il sito http://it.wikipedia.org/wiki/Carl_Maria_von_Weber); le altre mostrano i segni di una evasione cosciente e di un abbandono totale dei vecchi sistemi lirici.

 

 

 

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L’attività di musicista di Wagner non si rivelò sufficiente per assicurargli un adeguato tenore di vita così, soffocato dai debiti, s’imbarcò nel porto di Riga. Il viaggio si rivelò piuttosto avventuroso, a causa di un’improvvisa tempesta. La spaventosa esperienza sarà uno dei motivi ispiratori de “Il Vascello Fantasma”.

Approdato a Parigi nel 1836 sposò la cantante Minna Planner e, al contempo, decise di scrivere i libretti dei propri drammi in piena autonomia, assecondando in questo modo la sua cognizione affatto personale di teatro musicale.

Diviso fra Parigi e Medoun, iniziò ad approfondire lo studio della musica di Berlioz, a comporre “L’Olandese volante“ (o “Il Vascello Fantasma”) e a studiare attentamente leggende tratte dall’epica germanica come quelle di Lohengrin e di Tannhäuser.

 

 

 

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Wagner debuttò a teatro nel 1842, a Dresda, con la tanto sospirata esecuzione del “Rienzi”. Fu un successo che gli fece ottenere, l’anno seguente, la carica di Musikdirektor all’opera di corte. Fu l’inizio della sua ascesa.

 

Interessante ricordare il rapporto di Wagner con alcune personalità di spicco della sua epoca: primo fra tutti, il pianista Franz Liszt (1811-1886), suo mentore, amico ed estimatore. A quest’amicizia si legò un piccolo scandalo: pare che Wagner intrattenesse una relazione adulterina con la figlia del celebre compositore. Questo rapporto venne legalizzato dal matrimonio, in seguito alla morte della prima moglie del compositore.

 

 

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Altro controverso rapporto fu quello con il filosofo tedesco Nietzsche (1844-1900); quest’ultimo passò da una fase di profonda stima e amicizia personale con il musicista a un’altra di critica serrata, sapientemente descritta nel saggio “Nietzsche contra Wagner” (1888-1889).

 

La prima rappresentazione de “Il Vascello Fantasma”, andata in scena sempre a Dresda nel 1843, confermò il desiderio sincero di prendere le distanze dai modelli allora predominanti in tutta Europa: non un insieme di pezzi chiusi interrotti da recitativi ma un continuo flusso melodico, tale da trascinare l’ascoltatore in una dimensione emotiva mai esplorata prima. Sul piano musicale Wagner concepì l’opera come appunto caratterizzata da un “continuum” melodico, in cui s’inseriscono però i cosiddetti “Leit-Motiv”, cioè temi musicali ricorrenti, legati in particolare a un personaggio o a una specifica situazione della vicenda. Molti dei personaggi dei suoi drammi sono presentati da una breve sequenza di note che, elaborata in vari modi, ritorna in differenti combinazioni ogni volta che il personaggio entra in scena; altra caratteristica wagneriana è la trasformazione radicale della tavolozza orchestrale e l’ampliamento delle possibilità strumentali.

 

 

 

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Le opere della sua maturità artistica, quali “Tannhauser” (1845), “Lohengrin” (1850), “Tristano e Isotta” (1865) e “I maestri cantori” (1868) recano tangibili i segni della sua concezione. Con la “Tetralogia” (o “Anello del Nibelungo”, 1848-1874), per la cui rappresentazione sognò e riuscì ad attuare la costruzione di un teatro speciale a Bayreuth, Wagner mostrò al mondo la forza titanica del suo spirito innovatore. Per le opere della “Tetralogia” scelse un soggetto eroico: i Nibelungi, i leggendari progenitori del popolo germanico. Le quattro opere che la formano: “L’oro del Reno”, “La Walchiria”, “Sigfrido”, e “Il crepuscolo degli dei”, sono legate dallo stesso filo drammatico.

L’ultima sua composizione fu un melodramma mistico, “Parsifal” (1882), ispirato a una leggenda spagnola: raffigura la vittoria sul peccato per merito del puro, cioè la rigenerazione dell’uomo per mezzo della divinità.

 

Nella vita privata, dopo la partecipazione ai moti rivoluzionari nel 1848, accanto agli anarchici, fu arrestato e condannato a morte; fuggì rocambolescamente e si rifugiò a Zurigo dove si trattenne fino all’amnistia (1860).

 

Morì a Venezia, nel 1883, a causa di un attacco cardiaco.

 

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PARSIFAL

La leggenda…

Parsifal, conosciuto anche come Perceval, Percival, Parzival, Perlesvaus, Percivalle e altre varianti, è un popolare personaggio del ciclo arturiano, appartenente ai Cavalieri della Tavola rotonda, e, in particolare, colui che riesce a vedere il Graal.

Le versioni medievali di questa leggenda variano l’una dall’altra, ma pressoché tutte raccontano di un ragazzo nato e cresciuto nella foresta. Si recò alla corte di Re Artù e diventò uno dei Cavalieri della Tavola Rotonda. Fu ammesso alla vista del santo Graal perché il suo cuore era puro.

http://it.wikipedia.org/wiki/Parsifal

…& l’opera di Wagner:

http://it.wikipedia.org/wiki/Parsifal_(opera)

http://www.rwagner.net/opere/i-t-parsifal.html

http://www.oltrecultura.it/schede/parsifal_scheda.htm

L’ultimo dramma musicale di Richard Wagner, che celebra le peripezie e le gesta di Parsifal, cavaliere del santo Graal, assume il valore di un’opera davvero summatica, per la ricchezza di simboli e l’intreccio di elementi filosofici, letterari e religiosi di cui si compone, e grazie ai quali si è posto come formidabile monumento per la cultura del decadentismo europeo. Infatti con Parsifal si consuma definitivamente la spinta eroica e volontaristica del romanticismo germanico e si aprono per contro significative contaminazioni di elementi sensuali e perfino morbosi con l’attrazione fatale per il misticismo e l’ascesi, in una tensione spiritualistica che allude a un complesso di situazioni e figure che sembrano persino anticipare più di un tema dell’imminente scuola psicoanalitica.

 

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L’album:

Richard Wagner: PARSIFAL

Kurt Moll & Berliner Philarmoniker. Herbert von Karajan

Deutsche Grammophon

Direttore d’orchestra: Herbert von Karajan (1908-1989).

http://it.wikipedia.org/wiki/Herbert_von_Karajan

L’etichetta: Deutsche Grammophon (etichetta discografica tedesca specializzata nella produzione di dischi di musica classica, che fa parte del gruppo Universal, fondata a Hannover nel 1898 da Emile Berliner, inventore del grammofono).

http://www.deutschegrammophon.com/en/

http://it.wikipedia.org/wiki/Deutsche_Grammophon

Curiosità:

Di Karajan troviamo due interpretazioni: la prima riguarda una recita dal vivo a Vienna e – a parte la bizzarria di proporre due Kundry – non si segnala per meriti particolari. Va riconosciuto lo sforzo fatto per ottenere sempre un bel suono, caratteristica peculiare anche nel 1980 nella registrazione in studio con la Berliner Philarmoniker e Kurt Moll per la Deutsche Grammophon. Certo, i Berliner sono sostanzialmente un’orchestra sinfonica, quindi meno adusa a scendere nel golfo mistico di un teatro. Non mancano delle vere e proprie artefazioni (cori disposti materialmente su piani diversi, suono delle campane del Graal, effetto cuscinetto fra cantanti ed orchestra). Inoltre, la scelta del cast appare oltremodo infelice.

 

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Wagner immaginò la sala del Graal nel Duomo di Siena.

Per l’acquisto:

http://www.deutschegrammophon.com/en/cat/4133472

http://www.amazon.com/Wagner-Parsifal-Richard/dp/B000001G53

 

Video:

 
Parsifal – Atto III – finale


 

 
Parsifal – Preludio

 

 

Overtures – 10. Parsifal

 

 

Parsifal – Atto II – finale

 

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